La conservazione digitale a norma AgID e obbligatoria per documenti pubblici. Cosa significa, quanto costa, quali fornitori scegliere.

Cosa significa "conservazione a norma"

La conservazione digitale a norma e il processo che garantisce autenticita, integrita, leggibilita e reperibilita dei documenti informatici nel tempo, secondo regole AgID (Agenzia per l'Italia Digitale).

Riferimenti normativi

  • CAD (Codice Amministrazione Digitale - DLgs 82/2005)
  • DPCM 3/12/2013: regole tecniche conservazione
  • Linee Guida AgID documento informatico (Determinazione AgID 407/2020)
  • eIDAS (Reg. UE 910/2014)

Cosa va conservato (e per quanto)

DocumentoDurata conservazione
Fatture elettroniche10 anni
Libri contabili10 anni
Contratti pubblici20 anni
Atti notariliillimitata
Cartelle clinicheillimitata
Email PEC ricevute10 anni

Come funziona il processo

  1. Documento prodotto (es. fattura, delibera, determina)
  2. Firma digitale o sigillo elettronico
  3. Marca temporale RFC 3161
  4. Versamento nel sistema di conservazione
  5. Indicizzazione metadati
  6. Verifiche periodiche di integrita
  7. Rinnovo firme se in scadenza

Fornitori qualificati AgID

Solo i conservatori accreditati AgID possono erogare il servizio a una PA. I principali:

  • Aruba PEC (costo: ~0,80 €/GB/anno)
  • InfoCert
  • Namirial
  • Postel
  • Indicom (gruppo Crif)

Costi tipici per un Comune

Per un Comune di 5.000 abitanti che produce ~3.000 documenti/anno:

  • Conservazione dedicata: 1.500-3.000 €/anno
  • Conservazione condivisa via Anagrafe Nazionale (gratis se attiva)
  • Una tantum setup: 500-1.500 €

L'errore piu grave

Conservare documenti su NAS o disco rigido. Anche se cifrato e con backup. NON e a norma. Audit AgID o GdF possono contestare e applicare sanzioni.

Vedi anche come funziona la fattura elettronica B2G.